
È bene guardarsi attorno nella vita. Osservare attentamente i pericoli che si nascondono lungo il nostro percorso, come quando passeggiando sulla spiaggia facciamo attenzione alle buche fatte dai bambini che giocano con la sabbia.Nel mondo incontriamo spesso questi “bambini” che, irriconoscibilmente mascherati e terribilmente innocui, ci ostacolano la vita e ci strappano le momentanee felicità. Dovremmo evitare gli schizzi d’acqua per non bagnarsi i vestiti e scegliere la strada migliore, quella senza vetri di bottiglia e sassi appuntiti. Guardare l’orizzonte e il sole per non perdersi, fissando di volta in volta stabili punti di riferimento. Dovremmo riuscire a differenziarci dalla folla continuando il cammino senza restare rinchiusi nella calca che opprime, riversa disordinata lungo la spiaggia. Intraprendere una traiettoria continua ma non ripetitiva che non sia troppo vicina al mare, in modo che le nostre impronte sulla sabbia non vengano cancellate dalle onde e dall’alta marea. Dribblare tutte le tentazioni, le perdizioni e le situazioni inutili che eccedono scavalcando il disordine dei bambini e oltrepassando i loro castelli di sabbia che come trappole si innalzano lungo il nostro tratto di strada. Durante la nostra vita dovremmo essere capaci di tappare quelle buche senza dimenticarci di ammirare con i nostri occhi le cose e le vedute che ci circondano.
“ Il bello di fare un viaggio, non è la meta, bensì il percorso che si fa per raggiungerla”
- Paulo Coelho -









