
«E cosa ci ritiriamo a fare?» chiese Mr Buggage.
«Abbiamo in ballo il miglior business di Londra,
e io personalmente mi diverto come un matto.»
Il libraio è un bel lavoro. Ti permette di stare a contatto con i libri, di cercarli, di collezionarli, di catalogarli, uno per uno, in una serie lunga, lunghissima, che che viene da lontano: secoli e secoli di parole che ingorgano pagine, da quando esiste la scrittura. Il libraio è un tipo che i libri li assapora, lentamente, beandosi del loro profumo, un profumo che muta lentamente con l’invecchiare delle pagine. Ma un libraio non è solo un collezionista, uno di quelli magari malati, che pensano solo ad ammucchiare libri senza averli mai letti. Un libraio è uno che i libri li vende, uno a cui sta a cuore la cultura. E vive di quello.
Di tutti i librai sparsi nel mondo, ce n’è uno, in Inghilterra, che è un libraio un po’ speciale. Si chiama William Buggage. Il suo negozio si trova a Londra, dalle parti di Trafalgar Square, in Charing Cross Road, esattamente sulla destra della via. Sopra l’entrata c’è scritto: William Buggage – Libri rari. Le pareti sono stracolme di libri e dentro aleggia l’odore di vecchio cartone e foglie di tè caratteristico di tutti i negozi di libri usati. In quel piccolo locale si aggirano sempre i soliti tre o quattro individui, figure silenziose e spettrali intente a rovistare tra gli scaffali. Di Mr Buggage, a una prima occhiata, neppure l’ombra. Ma proseguendo dentro al negozio, oltre ai libri, sul fondo, c’era una porta dietro il retrobottega con una scritta: Ufficio – Si paga qui. Ecco, Mr Buggage sta lì dentro. Non gli importa molto di quello che succede dentro al negozio, scarso interesse prova per quei fantasmi che si aggirano tra i libri; anche se qualcuno, volendo, poteva fuggirsene col proprio tesoro in tasca o sotto al soprabito: sempre che riuscissero a farlo, dato il formato dei libri: mica sono tutti così piccoli da poterli nascondere. Ma anche se ne avessero portati via parecchi, di libri, per William Buggage non sarebbe certo stato un problema. Il lavoro del libraio londinese non il negozio. Il vero lavoro di Mr Buggage era dentro a quell’ufficio, un lavoro che portava avanti da undici anni e che gli fruttava un mucchio di soldi. Pochi giorni di lavoro nell’ufficio valevano tanto quanto un intero anno di lavoro del suo negozio di libri usati. Mr Buggage aveva ideato un metodo infallibile di fare soldi che lo aveva reso miliardario. Ma non era solo in quel progetto, c’era anche la sua segretaria: Miss Tottle. E se qualche anima pia avesse trovato il libro che cercava e avesse voluto comprarselo, era dalla signorina Tottle che doveva andare, dentro all’ufficio. Segretaria e cassiera, Miss Tottle. E, ogni tanto, amante del suo capo e socio in affari. Non che fosse bella o anche solo attraente, con la sua faccia equina e i denti gialli e due tette enormi; e neppure lui lo era, grasso e calvo e con la faccia ricoperta di barba. Ma, si sa, certi piaceri vanno pur soddisfatti ogni tanto, non si vive di solo denaro.
Eppure per Mr Buggage ormai il denaro era una fissa. L’idea che aveva avuto rendeva moltissimo, e lui non aveva nessuna intenzione di smettere.
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… ok! Mi sono convinta! Domani lo compro, mi hai incuriosito!