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Posts Tagged ‘Cinema’

«Al mio intimo amico e compagno Mario Jiménez, Pablo Neruda

Tutte le mattine il poeta riceveva la posta. Parecchia posta, a dirla tutta. Tutti i santi giorni un bel pacco, e a portarlo era il postino sulla sua bicicletta Legnano. La borsa, piena di lettere e qualche volta anche di telegrammi, era così ingombra e pesante che pareva fosse lei a portare il postino e non il postino lei, come si addice ai postini di tutto il mondo. Ma lui, don Pablo, il poeta, non era certo uno qualsiasi. E il postino non era da meno.
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“Battiti da uomo…”
“Non so battermi, faccio il comico. Brutto Stronzo!”

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In Lombardia e in Lazio il Delirio. Non sono state presentate in tempo le liste elettorali. Polverini e il suo porro sulla guancia destra, e Formigoni e il suo porro verginello, rischiano di non essere appoggiati dal loro stesso partito. O meglio. Quando i laziali e i lombardi andranno a votare scopriranno che sulla scheda elettorale non è presente il simbolo del PDL (Popolo Delle Liste elettorali mancanti).

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Come incominciare un anno di articoli da blog con il più grande giornalista italiano? Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano ci delizia ogni giorno con un articolo sempre carico di notizie e ironia mescolate assieme. Diciamo che questo è il mio modo per augurarvi buon anno. Tratto da Il Fatto Quotidiano del 30 dicembre.

Buona Lettura!

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“la gente è preda delle emozioni, a te non deve succedere”

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“…è proprio come un bambino, ma più peloso…”

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Nel mondo che conosco, nel mondo dove vivo, c’è sempre qualcosa che stona. Forse anche per questo E Suona Male mi è parso il nome più adatto per questo blog. Io, per chi non lo avesse ancora capito da ciò che butto giù da un po’ di tempo a questa parte, sono un elemento molto, ma molto, selettivo. Tant’è che spesso pongo degli “aut aut” a chi mi circonda. Quando ci penso, mi viene in mente quel geniale programma di Celentano, Rockpolitik (prestamente censurato), dove il cantante si presentava davanti al pubblico con un leggio e faceva pure lui una selezione: dividendo il mondo in ciò che è Rock e ciò che è Lento. Rock diventava l’emblema di ciò che è in continuo divenire, di ciò che è buono (ovviamente per lui), di ciò che è salvabile. Lento tutto il resto. Lento era da scartare. Era, appunto, solo Lento. E non Rock.

Vediamo se ci riesco pure io. Ci provo?

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