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Posts Tagged ‘Mondadori’

«Gli uccelli volano senza motore, guardali. Bisogna solo trovare il sistema giusto. Poi bisogna anche crederci, credere di poter volare. Nessuno è mai riuscito perché nessuno è mai stato veramente convinto di riuscire.»

Il bambino frugava in quegli immensi mucchi di tesori accumulati. Ogni giorno correndo da casa e percorrendo il greto del fiume arrivava lì, l’unico luogo al mondo dove ogni giorno arrivava qualcosa di nuovo: per il bambino quello era il posto più bello del mondo, e il suo regno. Gli autocarri, lasciata la statale e scesa la strada sterrata, vicino al fiume scaricavano dagli enormi cassoni i rifiuti della città in giganteschi mucchi simili a piramidi. E il bambino ogni giorno se ne stava lì, a rovistare con la sua bacchetta di vincastro dentro a quei monumenti.
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a Laura

Tutto comincia per uno stupido tram. Non che i tram siano stupidi, sia chiaro, ma la semplicità di una cosa, di farla, spesso la esprimiamo così: è una cosa stupida, di tutti i giorni. Perché alle cose semplici, quelle normali di tutti i giorni, quasi sempre uguali, non si dà mai il peso che si meritano. Ecco perché la vita poi ti sorprende quando meno te lo aspetti: ma non è la vita, non è merito suo, la colpa è tua che perdi tempo in chissà quali pensieri e progetti e finisci per dimenticarti delle piccole cose, quelle che fai ogni giorno senza neanche pensarci, così, per inerzia, a memoria, senza vedere e senza sentire. Le piccole cose. Piccole, sì. Ma importanti.
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a Elena

La copertina proprio non riesci a non guardarla. Ti ipnotizza. È solo una faccia, pensi, eppure gli occhi rimangono inchiodati lì, prigionieri di quello sguardo serio e maledettamente triste: uno sguardo che è un mondo in cui non sei invitato. L’espressione di questo ragazzino proprio non la puoi fuggire. Chissà chi l’ha scattata, la foto. Dopo la faccia vedi il titolo. La solitudine dei numeri primi. Bellissimo, semplicemente bellissimo. Che un libro non lo si giudica dalla copertina è vero, ma è altrettanto vero che le copertine e i titoli attraggono. Ti cercano, ti trovano e ti attirano a sé, implacabili. E una volta precipitato nella ragnatela non puoi né muoverti né fuggire. Resta una sola cosa da fare. Leggere.
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