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Posts Tagged ‘Racconti’

«Sotto il mandorlo della tua donna,
quando la prima luna d’agosto sorge
dietro la casa, potrai sognare, se gli
dei sorridono, i sogni di un altro.»

a Bianca, appena nata

Una notte di migliaia di anni fa, Dedalo, architetto e aviatore, fece un sogno. Sognò che si trovava dentro un palazzo immenso e che percorreva corridoi che si susseguivano senza fine, uno dentro all’altro. Dedalo li percorreva determinato. Solo io posso sapere come uscire di qui e non lo ricordo, si diceva. Poi un corridoio finì e si trovò in una grande sala: nel mezzo c’era un uomo con la testa di toro che piangeva. (altro…)

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«E cosa ci ritiriamo a fare?» chiese Mr Buggage.
«Abbiamo in ballo il miglior business di Londra,
e io personalmente mi diverto come un matto.»

Il libraio è un bel lavoro. Ti permette di stare a contatto con i libri, di cercarli, di collezionarli, di catalogarli, uno per uno, in una serie lunga, lunghissima, che che viene da lontano: secoli e secoli di parole che ingorgano pagine, da quando esiste la scrittura. I (altro…)

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«La bottiglia del gin e quella dell’acqua tonica facevano continuamente il giro e, non so come, c’eravamo messi a parlare d’amore

Erano in quattro: Herb, Terri, Laura, Nick. Era sabato pomeriggio e se ne stavano seduti attorno al tavolo della cucina a sorseggiare gin e a parlare. La luce del sole filtrava dalla finestra e illuminava tutta la cucina.
Erano lì da un po’ di tempo e, senza rendersene conto, si erano messi a parlare d’amore.
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«Gli uccelli volano senza motore, guardali. Bisogna solo trovare il sistema giusto. Poi bisogna anche crederci, credere di poter volare. Nessuno è mai riuscito perché nessuno è mai stato veramente convinto di riuscire.»

Il bambino frugava in quegli immensi mucchi di tesori accumulati. Ogni giorno correndo da casa e percorrendo il greto del fiume arrivava lì, l’unico luogo al mondo dove ogni giorno arrivava qualcosa di nuovo: per il bambino quello era il posto più bello del mondo, e il suo regno. Gli autocarri, lasciata la statale e scesa la strada sterrata, vicino al fiume scaricavano dagli enormi cassoni i rifiuti della città in giganteschi mucchi simili a piramidi. E il bambino ogni giorno se ne stava lì, a rovistare con la sua bacchetta di vincastro dentro a quei monumenti.
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«Inseguendo l’ombra, il tempo invecchia in fretta»

Se ne stava lì, con la moneta in mano, guardando la cabina telefonica. Indeciso, fra il dire e il fare. Chiamare qualcuno dopo tre anni che non lo senti, e di mattina presto, poi, mica è cosa facile: bisogna avere bene in mente quello che si deve dire, bisogna impostare bene il discorso, la professoressa in classe lo diceva sempre: se uno imposta bene il discorso è salvo, anche se si esprime male. Sicuro.
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